Il realismo visionario di Dante e Attardi

Il realismo visionario di Dante e Attardi

 

Stiamo preparando una mostra che ponga l’attenzione sul percorso dantesco, più che mai attuale, attraverso le tavole di un maestro del Novecento di chiara fama internazionale. Nel 2021 si festeggeranno i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, l’autore italiano più famoso al mondo, il più cliccato su Google, il poeta universale che dipinge con suprema maestria psicologica l’essere umano nel poema fondativo della lingua e della letteratura italiana. Proprio lui, in un momento storico di panico tolale, di perdita dei punti di riferimento, può aiutarci a riacquistare fiducia.

Come diceva Ugo Foscolo Dante “descrive tutte le passioni umane, tutte le azioni, i vizi e le virtù. Li colloca nella disperazione dell’Inferno, nella speranza del Purgatorio, nella beatitudine del  Paradiso.”

L’idea è quella di affiancargli le tavole sulle tre cantiche della Divina Commedia di Ugo Attardi perché il viaggio del divin poeta lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle recentemente: l’emergenza infernale (sanitaria, politica e mediatica) del Covid 19 e non solo, il purgatorio per scontare i peccati della nostra incompetenza ed il paradiso a cui aneliamo, auspicandoci che l’umanità impari qualcosa dai suoi tormenti. Abbiamo bisogno, per dirla col divin poeta, di tornar a riveder le stelle, parola non a caso ricorrente in tutto il poema dantesco. Perché? “Stelle” è una spia lessicale che evidenzia il rapporto con Dio, il moto mai pago dell’essere umano di elevarsi oltre i propri confini per conoscere la verità. Cosa guida infatti l’uomo se non il grande de-siderio di riuscire a fissare lo sguardo sul proprio destino?

In questa epoca nichilista, nel nulla di valori che avanza, riproporre chi ci offre un salvifico punto di fuga è quasi terapeutico. Siamo chiamati a riconoscere il nostro male (Inferno), a superarlo in un cammino di purificazione (Purgatorio) per accedere alla visione beatifica di Dio (Paradiso). Visione dunque. Ecco perché abbiamo bisogno di un altro maestro della visione. Riproporremo il percorso attraverso le tavole che Ugo Attardi ha realizzato nel 2003-2004 proprio in riferimento alla Divina Commedia. In lui è presente la lotta interiore tra bene e male e la grande passione per la letteratura, il sogno e la magia, che unisce mirabilmente alla prosaicità contemporanea.

Numerosi sono i punti di contatto tra il poeta e l’artista: lo stile pungente, il racconto come essenza stessa dell’immagine, la capacità di unire il mondo dell’ignoto alla realtà intrisa di orrore e la Sicilia come culla dei miti classici, terra paradisiaca dal clima meraviglioso (teatro all’epoca di Dante anche di un grande esperimento politico). Il loro è un realismo visionario: le figure rappresentate con precisione da entrambi sono perturbanti, perché da una parte inquietano e dall’altra placano gli animi, rimandando ad un sostrato più tradizionale e classico. Attardi sceglie in particolare di raffiguare demoni e dannati, ustionati da un fuoco che purifica, il cui ossessionante carisma provoca la coscienza del limite, evocando il dramma della morte ed il suo superamento nell’eternità.

La mostra presentata alla Regione Lazio che con tanta cura abbiamo pensato di allestire intendiamo proporla ai comuni interessati e alle varie associazioni che si occupano di Dante Alighieri.

 

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